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7 errori da evitare se vuoi sviluppare una link building vincente!

link building opiquad 7 errori da evitare

Quando Google è apparso sul mercato dei motori di ricerca, oltre 20 anni fa, ha introdotto dei cambiamenti fondamentali: garantire che i risultati proposti fossero pertinenti con la ricerca effettuata. 

Una delle intuizioni più interessanti di Google fu trattare i siti web come testi universitari: il sito più popolare non è quello che riceve più visite, così come il libro migliore non è per forza il più venduto, ma quello che viene citato da più fonti. Questo principio ha scatenato il mercato della “link building”, ovvero il moltiplicarsi di link che indirizzano ad un sito web.

Che cos'è la link building?

Secondo la definizione la link building è “una tecnica dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO – Search engine optimization ) volta a incrementare il numero e la qualità dei link in ingresso verso un sito web”. In pratica è una rete di collegamenti tra il proprio sito e altri siti web.  

Come funziona? I backlink (collegamento ipertestuale che punta ad una determinata pagina web) provenienti da un sito web autorevole permettono di ricavare parte della loro autorevolezza e di usufruirne. L’intento principale di questa tecnica è il miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca

Le contromisure di Google

Google, nel momento in cui ha deciso le modalità di ranking tenendo conto dei link in entrata, ha dovuto gestire la situazione introducendo delle regole in base alle quali la link building a pagamento è severamente vietata

E’ vietato che un sito web richieda o addirittura compri dei link da altri siti al fine di acquisire questa presunta credibilità, mentre sono ammesse soltanto le citazioni spontanee (“link earning”).  

La realtà è che non esistono strumenti che permettano a Google o agli altri motori di ricerca di capire se un link è valido o fa parte di una campagna di link building…anche perché nella stragrande maggioranza dei casi siamo nella seconda situazione. Gli algoritmi, quindi, sono stati migliorati per identificare le situazioni più eclatanti e andare a penalizzare chi usa questa tecnica in maniera spudorata. 

Come agire sul proprio sito

La situazione attuale necessita quindi di valutazioni molto attente, fermo restando che per un sito è necessario che:

  • sì acquisisca credibilità al fine di avere un buon posizionamento “organico” (ovvero senza l’utilizzo di annunci a pagamento) 
  • la qualità dei contenuti proposti aiutino anche a contenere i costi degli annunci a pagamento: i motori di ricerca abbassano i costi di quei siti web che, secondo i loro algoritmi, possono ottenere dei risultati, e li alzano quando i contenuti sono scarsi perché li ritengono clienti poco interessanti.

Quello su cui bisogna porre l’attenzione è una campagna corretta, a partire da una gestione intelligente dei link. 

Alcuni esempi possono essere i link che arrivano dai forum: la tecnica di partecipare alla discussione e poi promuovere i propri servizi può costare caro in termini di posizionamento, meglio allora, se lo vogliamo fare, usare l’accortezza di segnalare a Google che si tratta di un inserimento commerciale (“sponsored”). Stessa cosa quando vogliamo inserire un link ma non riteniamo opportuno che Google lo valuti, magari per la qualità del sito che linkiamo o dal quale siamo richiamati; in questo caso inseriremo l’attributo “nofollow” per evitare guai.

Nel complesso, la logica di ricevere link per aumentare il traffico o la visibilità del nostro sito rimane. Tuttavia, il concetto di fondo è che dobbiamo migliorare la reputazione del nostro sito web, quindi conviene sì avere dei link, ma valutare con attenzione se ci portano valore oppure no. Un po’ come se, nel mondo reale, il nostro curriculum venisse presentato a diverse aziende, senza discriminazione, con il rischio di farci perdere tempo per posizioni che non ci interessano o per le quali non abbiamo competenze. 

Guida agli errori più comuni nello sviluppo della Link building

Utilizzare scorrettamente il processo della link building potrebbe rivelarsi controproducente e portare addirittura a penalizzazioni al proprio sito. Questo perché non sempre i siti da cui proviene il link sono affidabili o importanti per il proprio business e non tutti i collegamenti sono identici.

Quali sono, dunque, gli errori più comuni da non commettere nello sviluppo della link building? Vediamoli insieme.

1. Mancanza di una strategia di link building

Il primo errore che si può compiere è quello di non pianificare una strategia di link building. 

Bisogna, innanzitutto, creare contenuti di qualità e considerare quali siti sono convenienti da linkare nella propria pagina

2. Valutare la qualità dei link

Un ulteriore errore che si può commettere è evitare di controllare la qualità dei link. Vi consigliamo di utilizzare tools, come per esempio SEOZOOM o SEMRUSH, per valutare l’autorevolezza del link e il suo traffico.

3. Link follow e nofollow

Per avere una campagna idonea sarebbe meglio avere equilibrio tra link follow e nofollow. 

I link nofollow non influenzano il posizionamento nei motori di ricerca e vengono utilizzati generalmente nei siti dove non si è sicuri della qualità della pagina, siti non pertinenti con il nostro business o se i link sono comprati.  

4. Trascurare la qualità dei contenuti

È necessario creare contenuti di qualità e ottimizzati per i motori di ricerca in modo da ottenere link spontanei e maggiore traffico organico. 

5. Pubblicare su siti spam

Bisogna evitare di linkare siti spam, il cui scopo principale è la vendita di backlink, per non gravare sulla reputazione del proprio sito. 

6. Scambio link

Solitamente vengono commesse manipolazioni per tentare di migliorare il posizionamento del sito, come ad esempio accordi tra le aziende o creazione di pagine partner esclusivamente per lo scambio di link.

7. Anchor text

L’anchor text, che è l’etichetta del link, è di fondamentale importanza per far comprendere di cosa parla la pagina.  

Per evitare penalizzazioni vi consigliamo di puntare maggiormente sulle anchor text branded, cioè quelle che contengono il nome del proprio sito e mirano alla home page.

In conclusione

In conclusione, la link building è una strategia di digital marketing in continua evoluzione ed è necessario pianificarla in maniera organizzata. 

Per fare questo è consigliabile affidarsi a dei professionisti con esperienza e che abbiano utilizzato questa strategia svariate volte.

Il nostro team di professionisti del Digital Marketing è a disposizione per analizzare attentamente le necessità individuali di ciascun cliente e pianificare una strategia di link building su misura. Collaboriamo a stretto contatto con i nostri clienti per garantire la scelta della migliore strategia possibile, basata sulle loro specifiche esigenze e obiettivi e sulla nostra esperienza oramai ventennale.

Oppure continua a leggere

Di seguito trovi i link agli altri articoli del nostro blog nei quali abbiamo affrontato le tematiche relativo alla comunicazione on line e allo sviluppo di un sito web.

Se non li hai ancora letti, ti consigliamo di farlo ora:

  • CMA oppure no? Questo il dilemma -> leggi
  • Quanto tempo serve per sviluppare un sito web? -> leggi
  • Campagne online: quanti soldi buttati -> leggi
  • Sviluppo sito web: committente e fornitore devono collaborare -> leggi
  • Sito web obsoleto: cosa fare -> leggi
  • Scrivere per il web -> leggi
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